Da un lato il pianoforte, dall’altro il “Fender Rhodes”, “voce” anni quaranta che somiglia ad una tastiera ma con un particolare suono metallico: gli strumenti sono speciali come Stefano Bollani, «un compositore contemporaneo che mi piace», scherza il pianista autopresentandosi.
Nella sua formazione solistica è in realtà accompagnato dai diversi personaggi che fa vivere, voce e tastiera, scherzando con il pubblico, goloso di apprezzamenti, in un infinito gioco di provocazione e acquolina (musicale). Il suo è un programma inesistente, nato in apparenza sul momento ma in cui si esalta un retroscena di studio appassionato. Le dita corrono sui tasti, le armonie giocano fra evocazioni classiche e jazz, la presenza scenica fa il resto.

Al Teatro romano di Aosta, non lesina scherzi bilingui, fingendo la necessità di tradurre tutto in francese (non troppo) maccheronico. Richiama un compositore inesistente, Pierre Le Nécessaire, per rivisitare in sintesi, senza ripetizioni, alcuni brani classici come “Per Elisa (o pere Elisa?)”, «di autori… morti, così non si potevano lamentare».
Al limite dello standard, sempre originale, Bollani porge suggestioni per ingolosire il pubblico perché, lui lo sa già, «alla fine il bis durerà due ore»: e dulcis in fundo c’è il medley inventato sullo spunto di canzoni suggerite dagli spettatori, una dozzina in tutto, su cui il pianista intrattenitore fa sfoggio della bravura più ricca di simpatia che il mondo degli ottantotto tasti possa offrire.

31 luglio 2017, ore 21,15
AostaClassica – Été au Théâtre 2017
Teatro romano
Aosta