Carlo Mascolo (Carlo Verdone), sacerdote missionario in Africa, torna a casa a Roma in crisi di identità e fede. Dopo quindici anni di assenza, nella Capitale trova un mondo di "sordi": la Chiesa (a parte, col senno di poi, forse il semplice padre Giulio, ovvero Marco Guadagno), la famiglia con gli "schizzati" fratelli Beatrice (Anna Bonaiuto) e Luigi (Marco Giallini), e il padre Alberto (Sergio Fiorentini), ex generale, vedovo, con reiterate volontà di riscatto maschile. In questa frenetica realtà romana, Carlo si imbatte in due donne mine vaganti, la bella Lara (Laura Chiatti) (per il regista «il più bel primo piano del cinema italiano») e la stravagante psicologa Elisa Draghi (Angela Finocchiaro).

Carlo Verdone registaMondo di 'sordi' perché Carlo non l'ascolta proprio nessuno. Lui ci prova a raccontare la sua contingenza umana, ma gli altri sono immersi in maniera esclusiva nelle loro incancrenite manie e cecità. Finché una serie di eventi (traumatici, semiseri, comici di una comicità volutamente 'altra' rispetto al precedente Verdone) provoca un rimescolamento di ruoli e situazioni in questa disperata famiglia e nella solo apparentemente sciagurata Lara che vi è stata catapultata dalle vicende della vita insieme a Michael, il suo piccolo grande problema biondo, il figlio da riuscire a riportare sotto il suo stesso tetto.
Agitando bene tutti gli ingredienti e personaggi, le cose si ricompongono. Con un rosso finale natalizio. Natalizio, ma non consolatorio. Piuttosto da commedia, sì, brillante, ma con una maturità che Verdone sente dentro di sé e avrebbe anche subito raggiunto se fosse riuscito a ripulire il suo personaggio da qualche didascalismo. È però solo questione di (poco) tempo. Dopo un film che egli definisce “scommessa” e “della svolta”, aspettiamoci d'ora in avanti un autore/attore di “commedie corali con giovani interpreti e tematiche importanti”.
Verdone vuole continuare a “salire, senza mai abdicare alla commedia brillante, ma salire”. “Io, loro e Lara” è un'opera elegante sulla fede e sui rapporti tra questa e le realtà, sulle molte possibili famiglie (precedenti, attuali, trasversali, allargate), sul senso dell'essere fratelli, figli, genitori, sul concetto di casa (museo della memoria? spazi africani? tempio violato? petulante condominio?), sui lavori e sui valori, sull'assurdità di tanti nostri comportamenti metropolitani e domestici.
Su tutto, anche quando è defilato e non riesce a farsi ascoltare, spicca l'ego di Carlo Verdone (in primo piano anche nel titolo), un ego sempre più sottile, maturo e in evoluzione, un ego che ci regala un sacerdote moderno, fuori dai luoghi comuni, in particolar modo da quelli televisivi. Un ego che si pone al servizio dei suoi attori e della storia e che, consapevole del grande avvenire che si è lasciato dietro le spalle e che custodisce dentro il cuore, fa molto ben sperare per il futuro.
Un ego che, infine, ricorda con commozione l'amico e maestro Piero De Bernardi, colonna del cinema italiano, scomparso l'8 gennaio.

Io, loro e Lara
di Carlo Verdone
con Carlo Verdone, Laura Chiatti, Anna Bonaiuto, Marco Giallini, Sergio Fiorentini, Angela Finocchiaro
Genere: Commedia. Durata 115 minuti. Produzione: Italia, 2010