Fernanda Pivano si è spenta a 92 anni in una clinica privata di Milano dove era ricoverata da tempo. La celebre critica, traduttrice, scrittrice e giornalista era nata a Genova il 18 luglio 1917. Adolescente si era trasferita a Torino, dove nel 1941 si era laureata con una tesi in letteratura americana sul capolavoro di Herman Melville "Moby Dick", premiata dal Centro di Studi Americani di Roma. Grazie a lei sono state pubblicate e diffuse in Italia le opere degli autori della Beat Generation americana, come Edgar Lee Masters, di cui ha tradotto la "Spoon River Anthology", e Hemingway, con cui aveva instaurato un rapporto professionale e di amicizia, curando poi la traduzione dell'intera opera dello scrittore. 

Fernanda PivanoFernanda Pivano ha anche curato la traduzione per la Mondadori dei principali libri di Francis Scott Fitzgerald: "Tenera è la notte", "Il grande Gatsby", "Di qua dal paradiso" e "Belli e dannati". Fernanda Pivano è stata anche autrice di opere di narrativa: nel 2008 è stata pubblicata "Diari (1917.1973)" a cura di Enrico Rotelli con Mariarosa Bricchi e contributi di Erica Jong, Bret Easton Ellis, Jay McInerney, Gary Fisketjon per Bompiani.
Sul sito ufficiale della scrittrice e traduttrice si legge una sua breve autobiografia: "Quando negli anni '50 Fernanda Pivano si reca per la prima volta negli Stati Uniti è una giovane studiosa innamorata dell'America di quegli anni e desiderosa di incontrare dal vivo, sul campo, i maestri di una narrativa che in Italia si era appena cominciato a conoscere, grazie a Cesare Pavese ed Elio Vittorini. Immediatamente scopre un mondo, di sogni, ideali, valori, che non si stancherà più di celebrare: dal pacifismo di Norman Mailer, maestro riconosciuto della narrativa americana, amato e contemporaneamente odiato dalla beat generation degli anni sessanta, che a lui e al suo antiimperialismo si rifece, all'esempio di inesausta sete di nuovo e di autenticità del mito vivente Ernest Hemingway. Dai guru della beat generation Ginsberg, Kerouac, Corso, Ferlinghetti, uomini che in nome di un'idea di ritorno all'essenzialità dell'Uomo, in contrasto con i pregiudizi del consumismo capitalistico, hanno vissuto e scritto senza distinguere fra arte e vita, a Don DeLillo e ai minimalisti.
Fernanda Pivano e Farbrizio De AndréUn nuovo viaggio americano, insomma, fra le contraddizioni e le speranze segrete di quel grande, osannato e temuto paese che è, da sempre, l'America". Unanime il cordoglio del mondo politico di orientamento progressista. I primi a inviare messaggi: Veltroni, Francreschini e Melandri.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla famiglia Pivano un messaggio di cordoglio: "Apprendo con commozione la triste notizia della scomparsa di Fernanda Pivano, fine intellettuale, che lungo un appassionato percorso è stata protagonista della cultura italiana. Sensibile sostenitrice delle relazioni con la letteratura straniera e segnatamente di quella americana, Fernanda Pivano ha dato un contributo straordinario alla capacità della cultura italiana di tessere e coltivare rapporti che hanno arricchito il nostro patrimonio e favorito intensi scambi letterari con il resto del mondo". "Con sentimenti di riconoscenza – continua il comunicato del Quirinale – partecipo al dolore della famiglia e al cordoglio di quanti ne hanno conosciuto e apprezzato l'opera".
[fonte Apcom]