Saverio Tommasi, attore e autore teatrale fiorentino, 30 anni, da sempre impegnato sui diritti e sulla pace. Saverio ha avuto un'idea. L'ha chiamata 'un gommone sul mare' e ha trovato questo mare dal 22 al 29 luglio a Firenze, Piazzale Michelangelo. Dove tutti i turisti vanno di giorno e tutti i fiorentini frescheggiano la sera.

Saverio Tommasi«L'idea del gommone – spiega Tommasi – è stata tentare di influire sul cambiamento con un po' di informazione dal basso. Ho chiamato le persone con cui negli ultimi anni ho lavorato di più sui diritti: Mercedes Frias, don Alessandro Santoro, Ornella De Zordo, Tommaso Fattori, Marco Baccichi, Marco Romoli, Lisa Clark, don Andrea Bigalli e Antonio Berti. 7 giorni e mezzo di viaggio immobile senza cibo e con poca acqua dalla Libia a una Lampedusa rappresentata in una delle piazze storiche di Firenze, con la copia del David accanto e la vita e il traffico intorno. L'intento era creare un momento di discussione per intercettare persone, umori, facce, espressioni. Per questo non ci siamo messi davvero in acqua: volevamo dialogare. Ogni giorno al tramonto abbiamo dato vita a incontri con oltre 30 associazioni, assicurando il confronto fra le molte realtà impegnate a portare avanti le istanze dei più deboli, che poi siamo tutti, dagli ultimi fino a noi».

Com'è andata?
Bene: sempre gente, da un minimo di 20 persone a oltre 100 con la Comunità delle Piagge. L'ultimo giorno c'erano più di 200 presenze, io e don Santoro abbiamo smesso il digiuno, siamo scesi dal gommone e, con una corda di 50 metri fatta di disegni, frasi e sogni della gente, abbiamo abbracciato il David!” La frase più brutta che ti hanno detto?
“'Affitti moto d'acqua?', con disprezzo per l'iniziativa e la gente che annega”.

La più bella? Siamo tutti sulla stessa barca!

Il 23 agosto alle 21 sarai al centro sociale "Don Angelo Bosio" di Villa d'Adda (via Al Porto 1, Bergamo) con uno spettacolo quasi nuovo.
"Cambio lavoro", è la seconda volta che lo faccio . Ho intervistato molti personaggi coi loro mestieri, una prostituta, un calzolaio, un ciabattino, uno spacciatore, una casalinga, un operaio, un operatore di call center, una bancaria, poi ho cercato di tracciare una linea comune, che comunque emergeva fortemente: tutti vorrebbero contare di più e tentano di dare il massimo nel loro lavoro. Un pezzo d'Italia che ha voglia di raccontare, raccontarsi e dire la propria. Vinta la barriera di parlare con uno sconosciuto, sono venute fuori tante storie!