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Roberto Abbado torna al "Regio" di Torino per dirigere Mozart, Haydn e Beethoven

  • Scritto da Il Trillo

Roberto Abbado Roberto Abbado torna a Torino a tre anni dal successo de "La Clemenza di Tito" e sarà nuovamente sul podio dell'Orchestra del Teatro Regio nel quarto appuntamento con "I Concerti 2010-2011", la stagione sinfonica dell’Orchestra e Coro del Regio e della "Filarmonica ’900" del Teatro Regio.


Roberto Abbado, vincitore del "Premio Franco Abbiati" della critica musicale italiana con il titolo di "Direttore dell’anno per il 2008" per la «maturità delle sue interpretazioni e per la sua curiosità nel repertorio», è oggi considerato tra i primi direttori a livello internazionale sia nel repertorio sinfonico sia in quello operistico, conquistando in quest'ultimo ramo un credito particolare grazie anche alla direzione di numerose nuove produzioni e prime mondiali sia negli Stati Uniti sia in Europa.
Il programma proposto nel corso di questo quarto appuntamento è dedicato ai tre artefici del classicismo musicale: Mozart con La Sinfonia n. 26 in mi bemolle maggiore K. 184, Haydn con la Sinfonia  103 in mi bemolle maggiore e Beethoven con la Prima Sinfonia.
La Sinfonia n. 26 in mi bemolle maggiore K. 184 è stata completata da Wolfgang Amadeus Mozart il 30 marzo 1773, a Salisburgo: appena diciassettenne, era rientrato da un mese dal suo terzo viaggio in Italia, soggiorno che si rivelerà una fondamentale esperienza formativa per tutta la sua produzione a venire; inoltre, era fresco del debutto del Lucio Silla al Teatro Regio Ducale di Milano, dove però non ha riscosso particolare successo. La Sinfonia K. 184 già dal primo movimento ci conduce in un clima drammatico tanto da far presupporre che fosse stata scritta per un eventuale impiego come ouverture operistica. Per dirla con lo stesso Abbado, Mozart è «un compositore mobile, ambiguo eppure vero, capace di passare in un attimo dalla più toccante intimità all’umorismo».
Lontano dai turbamenti e dalle malinconie dello Sturm und Drang come anche dal pathos mozartiano è invece lo stile di Franz Joseph Haydn che, stando a quello che di lui dice Goethe, «fa senza esaltazione ciò che fa con innocenza e ironia». Composta nel 1795 e penultima delle "londinesi" scritte per i concerti dell’impresario inglese Salomon, la Sinfonia n. 103 porta il sottotitolo "Rullo di timpani" per il rullato dei timpani in apertura del primo movimento. In questo gruppo di lavori Haydn raggiunge l'apice della sua maturità compositiva per la struttura formale, le originalità timbriche, i momenti di attesa e di sorpresa e l'utilizzo di materiali folclorici (l'uso di un canto popolare croato nell’Andante).
«Puro musicista strumentale», così Hoffmann definì Ludwig van Beethoven, il quale si avventurò relativamente tardi nel mondo sinfonico: con la Prima e la Seconda Sinfonia il musicista rende ancora omaggio ai suoi maestri rispettando l'architettura classica ma già anticipando le novità e le tensioni drammatiche che caratterizzeranno i suoi lavori futuri. Beethoven, all'epoca già consacrato a Vienna come "primo virtuoso" del pianoforte, termina la Prima Sinfonia nel 1800 e la presenterà insieme al Primo Concerto per pianoforte e orchestra il 2 aprile 1800 in un'accademia in cui si esibirà il musicista stesso e dedicata esclusivamente alle sue composizioni.

Roberto Abbado dirige l'Orchestra e Coro del Regio
e la "Filarmonica ’900" del "Teatro Regio"
musiche di Mozart, Haydn e Beethoven
11 febbraio 2011, ore 20.30
Teatro Regio
TORINO


Informazioni ai numeri telefonici 011.88.15.233 e 88.15.239


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